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I Longobardi e i Franchi                                                           Precedente Successiva

I Longobardi discesero in Italia nel 568 ed inizialmente occuparono i territori del Veneto. Nel 569 oltrepassarono l'Adda ed invasero le altre regioni del nord Italia, tranne alcune porzioni di territorio che restarono "isole" bizantine, cioè enclave appartenenti ai precedenti dominatori. I territori lecchesi  divennero possedimenti longobardi tra il 580 e il 588, presumibilmente con un graduale assoggettamento ai nuovi signori di località quali il Monte Barro e l'Isola Comacina. Tutto questo ambito territoriale probabilmente confluì direttamente nel patrimonio del re, a quel tempo Autari, e fu sottoposto all'amministrazione regia attraverso funzionari a tale scopo preordinati.

Capiate fu una "casa tributaria", come emergerebbe dal testamento di Rottopert di Agrate, un alto funzionario regio. Con questo documento, che risale all'anno 745, il testatore tra l'altro destina le proprie case di Trezzo e di Capiate (nel testo Clapiate) alla figlia Gradana, l'unica donna di famiglia destinata al matrimonio secondo il volere di Rottopert. Il toponimo "Capiate" dovrebbe derivare dal nome del secondo re longobardo, Clep, già duca di Bergamo, in onore e memoria del quale fu attribuito il nome alla località .

"casa illa quod habeo in clapiate"

Nell'anno 774 Carlo Magno conquistò il regno longobardo dopo aver sconfitto ed esiliato Desiderio, l’ultimo re, e assunse il titolo di "Re dei Franchi e dei Longobardi" e, in seguito, di Imperatore.

Dopo i carolingi, salirono al trono imperiale i guidonidi e, tra i loro discendenti, la famiglia dei Conti di Lecco dominò i territori dell'Adda sino al 975, anno della loro estinzione. Quando Attone, l'ultimo conte, morì senza lasciare discendenza, la valle dell'Adda comacino fu divisa in due ambiti distinti: i territori a est dell’Adda furono donati alla chiesa di Bergamo, costituendo l’entità oggi conosciuta come “Valle di San Martino”; la parte a ovest, la cosiddetta “Brianza”, dal monte omonimo, fu inglobata nel distretto della Martesana. Fu così che la Comacina perse definitivamente la sua identità unitaria.

A sinistra, la tavola delle principali relazioni fra le famiglie reali di Longobardi e Franchi. I Conti di Lecco sono evidenziati in giallo (per la visualizzazione ingrandita, clicca  sull'immagine).


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Ultimo aggiornamento: 29-01-2018